La sostenibilità del Bosco Verticale a Milano

Stefano Boeri Architetti (dal cui sito internet è tratta la foto di copertina) ha realizzato due bellissime torri residenziali a Milano, il famoso Bosco Verticale conosciuto in tutto il mondo per la sua originalità e di cui molto si è parlato.

Se devo dare un giudizio puramente estetico, mi piacciono molto.
Oltre alla bellezza delle torri, Stefano Boeri è stato bravissimo a trasmettere attraverso il progetto un forte messaggio basato sulla sostenibilità degli edifici grazie al verde presente in tutto il loro sviluppo verticale: ma è proprio così?

Le profonde terrazze certamente sono uno spazio da vivere nella bella stagione ma riducono la luce disponibile all’interno degli appartamenti, obbligando gli utenti ad accendere le luci anche quando fuori è luminoso.

Allo stesso modo, la radiazione solare invernale non raggiunge mai le vetrate e quindi non può dare un contributo alla riduzione del carico di riscaldamento.
Infine il colore nero delle strutture portanti, nonostante le piante che ombreggiano dalle basse radiazioni, nel periodo estivo raggiunge temperature molto elevate riducendo le performances generali dell’edificio.

Un altro tema da commentare riguarda l’energia grigia della struttura: per sorreggere tutte quelle terrazze piantumate con alberi di una certa altezza, quanto cemento armato è stato aggiunto rispetto ad una struttura normale?

Viene quindi da chiedersi se in fase progettuale sia stato valutato quanta Co2 poteva essere sottratta dalle piante del bosco verticale rispetto a quanta l’edificio ne avrebbe prodotta in più a causa delle considerazioni riportate qui sopra.

E’ evidente come gli alberi, la vegetazione, il verde, soprattutto in città, siano una necessità in ambienti urbani ormai troppo antropizzati: riducono l’isola di calore, filtrano l’aria ed hanno un effetto psicologico benefico sulle persone.

Ma gli alberi, e solo gli alberi, non fanno necessariamente un edificio sostenibile.

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